Il giorno dopo la vittoria contro l’Olympiakos che rimette in corsa la Juventus per la qualificazione agli ottavi di Champions League, GQ pubblica un’interessante intervista al tecnico dei bianconeri. Massimiliano Allegri parla a 360 gradi, rivelando le sue intenzioni per il futuro, il suo sogno nel cassetto e facendo il punto sugli obiettivi stagionali:

Per me allenare vuol dire insegnare, è motivo di grande soddisfazione far debuttare dei ragazzini e vederli crescere. A fine stagione è gratificante vedere i miglioramenti dei giocatori grazie al tuo lavoro. Quando non mi divertirò più a scendere in campo, allora smetterò di allenare. 
Credo che tra cinque-sei anni smetterò. Certo, il discorso Nazionale è diverso, deve essere un orgoglio. Tra l’altro abbiamo una generazione di ragazzi nati tra il ’92 e il 2000 molto forte, l’Italia del futuro sarà competitiva”.

Allegri torna poi sul discorso Champions League, il trofeo che manca per consacrare il ciclo della Juventus, capace di dominare in Italia nelle ultime sei stagioni: “Le finali si vincono e si perdono, l’ho sempre detto ai miei giocatori e sarà così sempre, anche per la Juve. Dobbiamo avere un po’ di incoscienza, sentirci invincibili. Pur sapendo che vincere la Champions oggi non è come vincerla 30 anni fa, le squadre sono piene di buonissimi giocatori e la competitività si è innalzata di molto”.